Dove dormono le Hostess

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Sono appena arrivata a Cuba, un viaggio piuttosto lungo,  11 ore e 20 di volo, non proprio dietro l’angolo. Ho indossato la divisa alle 9 con la luce del mattino romano e ho sciolto il foulard la sera alle 22 con la luce del fuso cubano.

In tutte queste ore di volo io e i miei colleghi ne abbiamo sentite cosi tante che è inevitabile non raccontarle a cena davanti ad un daiquiri e riderne a crepapelle.

La domanda più assurda e frequente su questi voli di lungo raggio? “MA VOI ADESSO SCENDETE O TORNATE INDIETRO?”

Iniziamo facendo una piccola e sottile PREMESSA: NOI SIAMO DEGLI ESSERI UMANI!

– NON possiamo sapere in ogni istante dove sia collocato l’aereo, la tratta, l’ ampiezza della virata, il fiume in baso a destra, la montagna dalla puntina bianca che stiamo sorvolando a 14 mila metri.

– NON siamo noi che ci alziamo prima del volo per impastare la pasta delle lasagne che state mangiando, mi dispiace…

– NON siamo la stessa persona che lavora a terra, vi stampa il biglietto e vi assegna il posto interno stretto lontano dal finestrino.

Dopo 17 ore di servizio ci meritiamo una boccata d’ aria fresca visto che voi riuscite a malapena a sbarcare con le vostre gambe!

– NON siamo degli automi, dei vampiri, A VOLTE, NON SEMPRE, anche noi MANGIAMO, RESPIRIAMO E DORMIAMO!

Dopo aver offerto il pasto nei voli di lungo raggio anche noi riposiamo un po’. Ci dividiamo in due parti, una metà va a fare la nanna e l’ altra è pronta a prestare assistenza. Come il robot di super Viky ( la fantastica serie tv degli anni ’80) prepariamo le nostre cuccette, stacchiamo le batterie e ci abbandoniamo a noi stessi per un tempo minimo di un ora fino alle 3 ore per voli molto lunghi con servizi veloci e equipaggi svelti!

Quindi se avete chiesto un bicchiere d’acqua , l’ ennesimo caffè, quell’ informazione superflua e non siete stati considerati come volevate, ricordate che ci sono sempre validi motivi di prima necessità: cibo, pipi, sonno e ancora tanto tanto sonno!

Avete mai visto le immagini su internet di quei letti bellissimi, confortevoli e spaziosi? Perfetto, non è il nostro caso al 99%. A volte i più fortunati nella pancia dell’aereo hanno dei lettini, cuccette simili a quelle che trovate nei treni.

Ci sono leggende metropolitane che narrano veri e propri cambi di abiti, pigiami con gli orsacchiotti, ciabattine, lingerie per le più audaci e attimi di fuoco a 30 mila piedi..

Altrimenti in coda ci sono dei séparé con sedili reclinabili, spaziosi, allungabili ma con pochi giri di valzer.

Così mentre si sta dormendo beatamente fra una posizione da contorsionista e un collo a prova di cervicale si possono sentire urla , botte improvvise perché il poggia piedi si sgancia e si finisce con il “culo in Aria!”

Oppure grazie all’ eccessiva pressurizzazione potrebbero fuoriuscire gas soporiferi in grado di addormentare istantaneamente l’intero equipaggio. Crolliamo stanche, truccate, composte, ci svegliamo sfatte e senza forcine. Tranne per una piccola nicchia di ragazze che sembra entrare in un sarcofago, immobili, senza respiro, fissano il make-up con nastro isolante e una lacca a lunga durata , altrimenti non si spiega l’eyeliner perfetto , il rossetto lucente, l’acconciatura resistente.

NON siamo alieni, abbiamo solo piccole abitudini differenti. Dormiamo semisdraiati su delle nuvole soffici a 30 mila piedi, ci culliamo con la turbolenza e i vostri schiamazzi , raramente apriamo le finestre in camere da letto ma tranquilli alla fine torniamo sempre con i piedi per terra, o quasi…..

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